Credito di imposta e industria 4.0

Agevolazioni per le aziende che effettuano la transizione green

La cosiddetta quarta rivoluzione industriale sta spingendo verso la digitalizzazione dei servizi applicati alla produzione e questo porta inevitabilmente a una concorrenza globale che va affrontata attraverso la dotazione di macchine di soluzioni Industria 4.0. Per questo la Finanziaria 2021 prevede agevolazioni fiscali per le aziende attraverso il riconoscimento di specifici crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione nel mod.F24.

Il credito d’imposta 4.0 è rivolto a tutte le imprese che effettuino investimenti in beni strumentali (materiali e immateriali) e destinati a strutture ubicate in Italia. Per averne diritto, tuttavia, l’ordine per beni strumentali deve essere accettato dal fornitore o venditore entro il 31 Dicembre 2022, con un versamento di acconto da parte dell’acquirente pari ad almeno il 20% del costo totale del bene.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 46/E/2007, ha stabilito che anche gli impianti fotovoltaici possono essere considerati “beni strumentali”, cioè beni di uso durevole atti ad essere utilizzati all’interno del processo produttivo dell’impresa.

Il credito d’imposta può essere richiesto per:

  1. Beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati
    (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento)

2021

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

2022

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.
  1. Beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0
    (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205)
  • 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.
  1. Altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento) diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A
  • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
  • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
  1. Altri beni strumentali immateriali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato B:
  • 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1milione di euro.
  • 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1milione di euro.

PIANO TRANSIZIONE 4.0: REQUISITI DELLE IMPRESE

Come indicato nella Legge di Bilancio 2021, il Piano Transizione 4.0 è riservato a tutte le imprese con sede in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nei termini temporali sopra indicati, con un’organizzazione stabile nel nostro paese. Il credito d’imposta si applica alle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *